La recente ordinanza della Corte di Cassazione, n. 4672 del 22 febbraio 2025, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il diritto di famiglia in Italia. La causa, che ha visto opporsi gli ex coniugi A.A. e B.B., è giunta all'attenzione della Suprema Corte dopo che A.A. aveva contestato le decisioni prese dalla Corte d'Appello dell'Aquila.
La vicenda giudiziaria ha avuto inizio presso il Tribunale di Lanciano, il quale, il 27 aprile 2023, aveva dichiarato la cessazione degli effetti civili del matrimonio tra le parti. La sentenza prevedeva l'affido condiviso del figlio minore, con assegnazione della casa coniugale alla madre, B.B. Tuttavia, l'aspetto più controverso del caso riguardava l'assegno divorzile, che la Corte d'Appello aveva ridotto a 100 euro mensili.
A.A., nel suo ricorso, ha sostenuto che la riduzione dell'assegno mancasse di un'adeguata motivazione e ha contestato la decisione di attribuire l'intero assegno unico universale al genitore collocatario, B.B. La Corte di Cassazione, nella sua valutazione, ha rigettato il ricorso, giudicando i motivi presentati inammissibili o infondati. La Corte ha sottolineato che le decisioni delle istanze inferiori erano conformi alle normative vigenti.
In particolare, l'assegno unico universale è stato oggetto di attenzione, con la Corte che ha ribadito la legittimità della sua attribuzione al genitore collocatario, come stabilito dal D.Lgs. 230/2021. Questa misura, infatti, è progettata per semplificare la gestione economica nell'interesse del minore, garantendo un sostegno finanziario adeguato.
La sentenza si inserisce in un contesto normativo chiaro, regolato dall'art. 5, co.6 della L. 898/1970 per quanto riguarda l'assegno divorzile. Queste disposizioni legislative mirano a equilibrare le esigenze economiche dei coniugi separati con il benessere dei figli, un obiettivo primario del diritto di famiglia.
In conclusione, l'ordinanza n. 4672/2025 della Corte di Cassazione non solo conferma principi giurisprudenziali consolidati, ma si adatta anche alle nuove esigenze sociali ed economiche. La decisione riflette un'attenta considerazione dei diritti dei coniugi e del superiore interesse dei minori, sottolineando l'importanza di motivazioni chiare e dettagliate nelle decisioni relative agli assegni familiari. Questa sentenza, perciò, rappresenta un faro per il futuro del diritto di famiglia in Italia, garantendo giustizia e protezione per tutte le parti coinvolte.