Nel panorama giuridico italiano, la questione della revoca dell'assegno di mantenimento per i figli maggiorenni rappresenta un nodo cruciale che la recente Ordinanza della Corte di Cassazione Civile n. 3552, emessa l'11 febbraio 2025, ha affrontato con chiarezza e rigore. Questo provvedimento giudiziario ha ribadito l'importanza dell'indipendenza economica nel determinare l'obbligo di mantenimento, offrendo un'interpretazione significativa per i casi simili in futuro.
L'ordinanza riguarda il ricorso presentato da A.A., il quale aveva richiesto la revoca dell'assegno di mantenimento destinato al figlio maggiorenne B.B., sostenendo che quest'ultimo avesse ormai raggiunto una condizione di autosufficienza economica. La Corte di Cassazione, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ha sottolineato che la valutazione dell'indipendenza economica è una questione di merito, di competenza esclusiva dei giudici di grado inferiore, confermando così la decisione della Corte d'Appello di Bari.
Al centro della discussione, vi è l'interpretazione dell'articolo 9, comma 1, della Legge n. 898/1970, che disciplina le condizioni per la revoca dell'assegno di mantenimento. Secondo la giurisprudenza consolidata, per dimostrare l'autosufficienza del figlio, non basta un'occupazione lavorativa precaria o saltuaria; è necessario provare una stabile capacità di sostentamento economico, elemento che la Corte d'Appello aveva ritenuto non presente nel caso di B.B.
La Corte di Cassazione ha anche evidenziato come la motivazione fornita dalla Corte d'Appello fosse adeguata e basata su criteri razionali, rifacendosi a precedenti sentenze, tra cui Cass. n. 16467/2017 e Cass. n. 11511/2014, che consolidano l'idea che l'indipendenza economica debba essere valutata con attenzione alle circostanze specifiche di ciascun caso.
Questo pronunciamento sottolinea l'importanza del ruolo del giudice del merito nella verifica delle prove e nella valutazione delle condizioni economiche effettive del figlio richiedente l'assegno di mantenimento. La decisione della Corte di Cassazione, quindi, non solo conferma il rigetto del ricorso di A.A., ma funge da monito per coloro che intraprendono azioni legali simili senza una base solida di prove.
L'Ordinanza n. 3552/2025 ribadisce il principio secondo cui l'obbligo di mantenimento non può essere revocato senza un accertamento preciso dell'autosufficienza economica del beneficiario, garantendo così che i diritti dei figli siano protetti fino a quando non siano realmente in grado di provvedere a se stessi. Questa decisione rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di un quadro giurisprudenziale chiaro e coerente in materia di diritto familiare.