Commento all’Ordinanza della Cassazione n. 3329 del 10.02.2025 - Sul mantenimento dei figli maggiorenni
Nell'ambito della giurisprudenza italiana, la questione del mantenimento dei figli maggiorenni non economicamente autosufficienti rappresenta un tema di notevole importanza e complessità. La recente sentenza della Corte di Cassazione, Sezione V Civile, ha affrontato con precisione tale questione, fornendo chiarimenti fondamentali sul diritto al mantenimento e sulle modalità di attuazione dello stesso.
Il caso in esame ha visto protagonisti un padre e una madre in disaccordo sul mantenimento del figlio maggiorenne. Inizialmente, il Tribunale di Torino aveva stabilito un obbligo di mantenimento a carico della madre, imponendo un assegno mensile di 900 euro. Tuttavia, la decisione è stata parzialmente ribaltata in appello, sollevando questioni legate alla corretta applicazione delle norme giuridiche. La sentenza della Cassazione ha portato a un ulteriore ribaltamento, accogliendo i ricorsi presentati e sottolineando l'importanza di una valutazione proporzionale e bilanciata degli obblighi genitoriali.
La Corte di Cassazione ha ribadito che l'obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni trova fondamento negli articoli 337 ter e 337 septies del codice civile, che stabiliscono criteri chiari per il contributo al mantenimento. Questo obbligo non deve essere confuso con il diritto agli alimenti, che ha una diversa natura e applicazione. La distinzione è cruciale per evitare interpretazioni errate che possano portare a decisioni ingiuste.
Uno degli aspetti più interessanti della sentenza riguarda l'enfasi posta sul principio di proporzionalità. Questo principio impone che il contributo al mantenimento sia commisurato alle risorse economiche di entrambi i genitori, tenendo conto del tenore di vita che il figlio ha goduto durante la convivenza familiare. La Corte ha sottolineato che il contributo in denaro rappresenta la modalità principale per adempiere all'obbligo di mantenimento e non può essere sostituito unilateralmente con altre forme di supporto, come l'accoglienza in casa.
Questa sentenza della Cassazione rappresenta un importante punto di riferimento per le future controversie in materia di mantenimento dei figli maggiorenni. Essa evidenzia la necessità di un'applicazione coerente e uniforme delle norme, evitando ambiguità che possano compromettere i diritti dei figli. In un contesto socio-economico sempre più complesso, dove l'autosufficienza economica dei giovani è spesso ritardata, la giurisprudenza deve garantire un equilibrio tra i diritti e i doveri di tutte le parti coinvolte.